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TABUK, LA NUOVA NEOM

TABUK, LA NUOVA NEOM

La regione di Tabuk si trova nel nord ovest del paese e affaccia sul Mar Rosso e sul Golfo di Aqaba.  Si tratta di una regione interessata a due progetti turistici importanti nell'ambito della "Vision 2030", il piano di sviluppo socio-economico voluto dal principe ereditario Mohammed Bin Salman per diminuire la dipendenza del paese dal petrolio e diversificare l'economia.

 

I primo progetto si chiama Neom. Neom sarà la più grande smart city del mondo nella zona di Tabuk che affaccia sul Golfo di Aqaba. Sarà una città grande come il Belgio facilmente raggiungibile dall’Egitto e dalla Giordania. 

 

L'altro progetto, il Red Sea Project, si svilupperà su oltre 50 isole naturali situate nella costa occidentale tra le città di Umm Lujj e Al Wajh, nel Mar Rosso. L'area interessata al progetto include anche zone più interne tra cui siti di montagna, vulcani, riserve naturali e siti archeologici tra cui il sito Unesco di Madain Saleh.

 

A sole 3 ore di macchina dal sito Unesco di Madain Saleh si trova la città di Tabuk, il capoluogo della regione di Tabuk. Da Tabuk è possibile avventurarsi attraverso la Daisah Valley, proseguire a nord per Haql, scendere verso Ras Al Shaikh Hamid e continuare lungo la splendida costa di Tabuk fino a raggiungere Duba, Al Wajh e Umm Lujj delle zone di mare meravigliose interessate al Red Sea Project.

 

La Daisah Valley è un'oasi di palme paradisiache che presenta un meraviglioso contrasto tra le rocce di arenaria rossa, le palme e i corsi d'acqua cfristallina.

 

 

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Molto famosa è la spiaggia con il relitto di una nave greca affondato per metà che si trova 55 km a sud della città di Haql, nella provincia di Tabuk. Il posto che rientra nel progetto Neom è al momento selvaggio, non ci sono hotel, ristoranti o strutture nelle vicinanze. 

 

 

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Da Haql è possibile proseguire in macchina verso sud in direzione di Maqna, un'affascinante città costiera situata sul Golfo di Aqaba che si affaccia sull'Egitto e sui monti del Sinai.

 

La città è famosa per i suoi pozzi che hanno visto un episodio importante nella vita del profeta Mosè.

 

Si ritiene infatti che Mosè dopo aver attraversato il Mar Rosso arrivò a Maqna dove andò ad abbeverarsi in un pozzo noto come Bir Al-Sa'idani. Qui vide due ragazze che raccoglievano acqua per il loro bestiame e si offrì di aiutare. Le ragazze riferirono di questa mossa gentile al loro padre, il profeta Shu'ayb, che andò a incontrare Mosè, riconobbe la sua anima pura e decise di dargli in sposa una delle sue figlie. Così, Mosè si stabilì a Madyan e visse lì per dieci anni con sua moglie e suo suocero.

 

 

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A soli 15 Km a nord di Maqna si trova Tayeb Ism, ovvero la Valle di Mosè, una delle meraviglie naturali dell'Arabia Saudita. Il nome della valle è stato dedicato a Mosè in quanto si ritiene che si sia fermato con il suo popolo all'altezza di questa valle dopo aver abbandonato l'Egitto. La valle è caratterizzata da uno splendido contrasto tra le acque cristalline del Golfo di Aqaba e i spioventi massicci granitici. 

 

 

 

 

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L'odierna Al Bad è un'altra città da visitare in quanto era probabilmente la capitale dell'antica terra di Madyan dove Mosè trascorse dieci anni dopo essere fuggito dall'Egitto. A circa due chilometri a sud della città di al-Bad  si trovano delle grotte chiamate dalla popolazione locale "Magha’ir Shu’ayb" (le Grotte di Jethro). Gli archeologi moderni ritengono che le grotte siano tombe Nabatee del I secolo d.C.

 

 

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Dalla zona di Madyan è possibile proseguire a sud verso Ras Al Shaikh Hamid, un bellissimo promontorio sabbioso nel punto di incontro tra il Mar Rosso e il Golfo di Aqaba. Le spiagge di Ras Al Sheikh Hamid offrono punti panoramici mozzafiato sui monti del Sinai in Egitto, particolarmente affascinanti al tramonto.

 

 

 

 

In questa zona si trovano i resti dell'idrovolante Catalina abbandonato da 60 anni tra il mare e il deserto dell'Arabia Saudita. L'idrovolante apparteneva a Thomas W Kendall, un uomo d'affari in pensione che lo aveva convertito in un lussuoso yacht volante. Nella primavera del 1960, il signor Kendall fece un viaggio di piacere in giro per il mondo con moglie e figli insieme alla sua segretaria e suo figlio.

 

Nel 1960 arrivarono sullo stretto di Tirana e ancorarono l'aereo a breve distanza dalla riva. Qui furono attaccati con mitragliatrici e armi da fuoco automatiche da un promontorio vicino che colpirono l'areo. Sulla spiaggia furono catturati da un gruppo di beduini e alla fine furono portati a Jeddah e rilasciati con l'aiuto dell'ambasciatore americano. Questa vicenda ha reso il luogo un'attrazione turistica.

 

 

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